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Le Avventure dei Primi Esploratori

Le Prime Esplorazioni

Anche i Romani hanno fornito un grande contributo alle esplorazioni intorno al II secolo a.C. perchč, per esempio, grazie a Nerone i Romani hanno potuto raggiungere l'Alto Nilo e l'Oasi di Agisymba. Ma le scoperte non finirono qui, anzi furono pių ampie e sicure dal momento che nel I secolo d.C. si ebbero notizie pių precise sulle Isole dell'arcipelago indiano e sulla geografia del loro territorio.

A questo propisto si fa il nome di Claudio Tolomeo nonchč di uno dei maggiori scienziati e geografi della storia. Dopo una parentesi di stallo in epoca medioevale, le esplorazioni ripresero nell'ottavo secolo grazie al popolo arabo che si spinse sino all'Asia centrale, all'india e alla Cina. I Normanni hanno compiuto nel nono secolo diversi viagi nell'Atlantico ottimizzando la conoscenza dell'Irlanda e dell'Islanda.

Gli stessi Normanni scoprirono la Groenlandia. Mentre l'espansione delle Repubbliche marinare italiane e le crociate allargarono i confini dell'Occidente, l'Oriente continuava a essere l'oggetto delle esplorazioni di buona parte degli esploratori: Marco Polo, nel Duecento, intraprese un viaggio per l'Asia arrivando a Pechino e tornando a Venezia per la via dell'Oceano Indiano e delle Indie orientali.

Il portoghese Dias raggiunse Capo di Buona Speranza nel 1487 nochč la porta di accesso alla via delle indie. Da lui il luogo venne chiamato Cabo Tormentoso.

Fu il connazionale Vasco de Gama a sbarcare sul finire del quindicesimo secolo a Calicut ottenendo la fama di primo europeo a raggiungere l'india per via marittima. Ma pochi anni prima Cristoforo Colombo, volendo cercare una via di comunicazione diretta con le Indie, scoprė il continente americano.

 

 

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