Gli Esploratori e il Continente AmericanoDopo l'impresa di Colombo gli Spagnoli furono delusi nell'accertare che egli non solo non raggiunse le Indie ma che la terra scoperta bloccava le comunicazioni tra Pacifico e Atlantico; Amerigo Vespucci decise di esplorare le coste atlantiche di quella che lui definì America mentre Vasco Nunez de Balboa attraversò l'istmo di Panamà arrivando alle rive dell'Oceano Pacifico. Più specifiche informazioni sulla parte centrale e meridionale del continente americano si ebbero con Francisco Pizarro e Hermàn Cortés i quali si cimentaronom, rispettivamente, in viaggi verso il Perù e il Messico. Al contempo gli Spagnoli puntarono le Antille ed esplorarono il Golfo del Messico oltre alle attuali regioni a Sud degli USA. Magellano costeggiò l'America del Sud e scoprì il passaggio tra Pacifico e Atlantico compiendo la prima circumnavigazione del globo; Giovanni da Verrazzano riuscì a compiere importanti e peraltro precisi rilevamenti delle coste a Nord-Est degli Stati Uniti. A metà inoltrata del sedicesimo secolo John Davis scoprì le isole Falkland e Henry Hudson la baia canadese omonima. Jacques Sartier esplorò Terranova e le coste a Sud del Labrador oltre all'isola principe Edoardo. Ma seppure l'attenzione degli esploratori era incentrata sul continente americano, non mancò neppure la voglia di continuare a esplorare l'Oriente, specialmente il territorio dell'Asia centrale e meridionale. Per tali ragione la Cina, il Giappone e il Tibet sono stati oggetto principale della penetrazione commerciale europea. Nel diciassettesimo secolo si è dato invece inizio all'esplorazione dell'Oceania, una parte del mondo che fino ad allora era praticamente insospettata. La Nuova Guinea e la Nuova Zelanda furono esplorate soprattutto da James Cook. |
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