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La Storia delle Esplorazioni

Storia delle Esplorazioni

Compiere esplorazioni geografiche significa scoprire e conoscere nuovi territori per una molteplicità di interessi, da quello commerciale a quello prettamente politico.

La storia ci insegna che vecchi esploratori hanno portato a termine viaggi indubbiamente coraggiosi ma carichi di grande importanza: per esempio Alessandro Magno, prima, e Cristoforo Colombo, dopo, ci hanno permesso la conoscenza di aree geografiche che altrimenti non sarebbero state scoperte.

Siamo a conoscenza di viaggi compiuti da mercanti egiziani lungo il corso del Nilo e poi verso la Nubia, l'Etiopia e la Siria, oppure di quelli intrapresi dai Cretesi verso il Mediterraneo orientale e centrale. I Fenici, invece, puntarono il proprio interesse sull'Atlantico dove riuscirono a fondare Cadice, colonia che apportava enormi vantaggi dal punto di vista del commercio.

Si è dovuto attendere il I millennio a.C. per assistere alle esplorazioni dei territori del bacino del Mediterraneo. Circa nel 350 a.C. tale Pitea si è fatto carico di un viaggio realizzato a scopo scientifico: lasciandosi alle spalle Marsiglia egli riuscì a raggiungere la Britannia e l'Isola di Tule spingendosi verso la Germania.

Alessandro Magno non fu certo da meno considerando che ci ha aperto le porte dell'Oriente di cui si avevano solo informazioni approssimative e forse infondate.

Così nel quarto secolo a.C. le esplorazioni potevano dirsi progredite e non furono qui dato che intorno al primo secolo a.C. Posidonio di Apnea si occupò della corrispondenza tra l'andamento delle fasi lunari e delle maree. Nel medesimo periodo si fecero sempre più sicure le informazioni sui Paesi dell'Oriente come India e Indocina.

Grazie alle conquiste operate dai Romani è stato possibile esplorare la Penisola Iberica, la Gallia, la Germania e la Britannia.

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